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  • L’AI non distrugge l’occupazione, ma rischia di ampliare le disuguaglianze (senza divulgazione, formazione e alfabetizzazione)

    Nonostante i timori diffusi, i dati economici mostrano che l’intelligenza artificiale non sta causando una perdita massiccia di posti di lavoro: in Europa e nei principali Paesi anglosassoni la disoccupazione è ai minimi storici.
    Come già avvenuto con altre grandi innovazioni tecnologiche, l’AI elimina alcune mansioni ma ne crea di nuove, aumentando spesso la produttività invece di sostituire le persone.
    Il vero nodo, però, non è quanti lavori spariranno, ma chi saprà adattarsi ai nuovi strumenti.
    Secondo l’economista Renaud Foucart, il rischio maggiore è l’aumento delle disuguaglianze, perché solo una parte della forza lavoro possiede le competenze per sfruttare davvero l’AI.
    Senza politiche di formazione e inclusione, la tecnologia potrebbe quindi ampliare il divario economico e sociale.

    Una nota personale per i “giornalisti” che in questi giorni grideranno “al lupo!” contro l’AI riportando i tagli di Amazon: parliamo di un’azienda che aveva introdotto i robot in magazzino quando ancora di AI non si parlava neanche. Impegnatevi a divulgare e sensibilizzare sull’uso dell’AI, se proprio volete fare qualcosa di utile (lo so, “acchiappa” meno clic, per quello non vi piace).

    Link alla fonte:
    https://tech.everyeye.it/notizie/ia-non-rubera-lavoro-vero-pericolo-ed-sottile-855185.html

  • Brave New Wonders ripensa l’uso dell’AI nei videogiochi: più divertimento, non meno valore umano

    Un gruppo di ex sviluppatori di Google ha dato vita a Brave New Wonders, un gioco di strategia e automazione che propone un approccio innovativo all’intelligenza artificiale.
    Invece di usarla per ridurre i costi o sostituire il lavoro creativo, l’AI diventa una vera meccanica di gioco basata su prompt in linguaggio naturale.
    Il sistema interpreta le intenzioni del giocatore e le traduce in azioni strutturate tramite macchine a stati deterministici, mentre tutto il contenuto artistico e di design resta interamente realizzato da esseri umani.
    Questa scelta dimostra che l’AI può ampliare la creatività del giocatore e migliorare l’esperienza ludica senza svalutare il contributo di artisti e sviluppatori.
    Il progetto si propone così come un esempio positivo e alternativo dell’integrazione dell’AI nel settore videoludico.

    Link alla fonte:
    https://www.3djuegos.com/pc/noticias/he-encontrado-kryptonita-alexelcapo-prometedora-novedad-steam-capaz-unir-estrategia-fabricas-prompts-como-mecanica

  • Google scopre che i modelli AI cinesi imitano l’intelligenza collettiva umana

    Un nuovo studio di ricercatori di Google ha analizzato i modelli di ragionamento sviluppati da DeepSeek e Alibaba Cloud, rilevando che il loro funzionamento interno assomiglia ai meccanismi dell’intelligenza collettiva umana.
    In particolare, i modelli DeepSeek R1 e QwQ-32B di Alibaba generano dibattiti interni multi-agente, definiti dai ricercatori “società del pensiero”, in cui interagiscono prospettive e competenze diverse.
    Lo studio suggerisce che la diversità delle prospettive, oltre alla sola scala computazionale, sia un fattore chiave nell’aumento delle capacità di ragionamento dell’AI.
    I risultati, pubblicati su arXiv e non ancora sottoposti a peer review, evidenziano anche la crescente importanza dei modelli open-weight cinesi nella ricerca accademica statunitense.
    Questo approccio potrebbe ridefinire il modo in cui vengono progettati i futuri sistemi di intelligenza artificiale, favorendo architetture di ragionamento collettivo anziché entità isolate.

    Link alla fonte:
    https://amp.scmp.com/tech/tech-trends/article/3340690/google-study-finds-deepseek-alibaba-ai-models-mimic-human-collective-intelligence