Nonostante i timori diffusi, i dati economici mostrano che l’intelligenza artificiale non sta causando una perdita massiccia di posti di lavoro: in Europa e nei principali Paesi anglosassoni la disoccupazione è ai minimi storici.
Come già avvenuto con altre grandi innovazioni tecnologiche, l’AI elimina alcune mansioni ma ne crea di nuove, aumentando spesso la produttività invece di sostituire le persone.
Il vero nodo, però, non è quanti lavori spariranno, ma chi saprà adattarsi ai nuovi strumenti.
Secondo l’economista Renaud Foucart, il rischio maggiore è l’aumento delle disuguaglianze, perché solo una parte della forza lavoro possiede le competenze per sfruttare davvero l’AI.
Senza politiche di formazione e inclusione, la tecnologia potrebbe quindi ampliare il divario economico e sociale.
Una nota personale per i “giornalisti” che in questi giorni grideranno “al lupo!” contro l’AI riportando i tagli di Amazon: parliamo di un’azienda che aveva introdotto i robot in magazzino quando ancora di AI non si parlava neanche. Impegnatevi a divulgare e sensibilizzare sull’uso dell’AI, se proprio volete fare qualcosa di utile (lo so, “acchiappa” meno clic, per quello non vi piace).
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https://tech.everyeye.it/notizie/ia-non-rubera-lavoro-vero-pericolo-ed-sottile-855185.html
