Una class action avviata negli Stati Uniti accusa NVIDIA di aver scaricato e utilizzato consapevolmente milioni di libri piratati per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale.
Secondo i documenti giudiziari aggiornati, l’azienda avrebbe avuto contatti diretti con Anna’s Archive, una nota “shadow library”, nonostante gli avvertimenti sulla natura illegale dei contenuti.
I testi sarebbero stati impiegati per l’addestramento di modelli come NeMo, Megatron e Nemotron, oltre a essere redistribuiti tramite infrastrutture e framework NVIDIA.
La causa, che coinvolge anche scrittori noti come Susan Orlean, potrebbe avere forti ripercussioni sull’intero settore IA e riaccendere il dibattito su copyright, fair use e responsabilità nel training dei modelli.
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NVIDIA sotto accusa: uso consapevole di libri piratati per addestrare modelli AI
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Sienna Rose conquista le classifiche, ma l’artista potrebbe essere solo un algoritmo basato su AI
Sienna Rose, presentata come nuova promessa soul-jazz, ha accumulato milioni di stream e piazzato più brani nelle playlist virali di Spotify, ma numerosi indizi suggeriscono che potrebbe non esistere come artista reale.
La piattaforma Deezer ha segnalato che molti suoi brani risultano generati da software di intelligenza artificiale, citando anomalie tecniche e ritmi di pubblicazione incompatibili con un musicista umano.
L’assenza di concerti, video ufficiali e una presenza social credibile ha rafforzato i sospetti, così come presunti artefatti sonori tipici di strumenti AI.
Il caso, amplificato anche da un involontario endorsement di Selena Gomez, mette in allarme l’industria musicale, sempre più divisa tra opportunità economiche e rischi per l’autenticità artistica.
Secondo la BBC, la vicenda è emblematica di un mercato in cui artisti virtuali iniziano a competere direttamente con quelli reali.
