Il fenomeno della Shadow AI sta emergendo come una delle principali minacce per le piccole e medie imprese italiane, con il 68% dei dipendenti che utilizza strumenti di intelligenza artificiale senza autorizzazione aziendale.
Secondo Alessandro Ciciarelli, fondatore di IntelligenzaArtificialeItalia.net, questa pratica espone dati sensibili e proprietà intellettuale a server esterni non controllati. Il rischio economico è elevatissimo: una singola violazione può costare a una PMI tra 1 e 3 milioni di euro, considerando sanzioni, danni reputazionali e blocchi operativi.
Il problema nasce da un vuoto di governance e dalla carenza di competenze interne, che spinge i lavoratori a usare tool gratuiti online per rispettare tempi e obiettivi.
La soluzione indicata non è vietare l’AI, ma governarla con policy chiare, strumenti sicuri e formazione, prima che incidenti gravi rendano il problema impossibile da ignorare.
Link alla fonte:
https://www.adnkronos.com/lavoro/shadow-ai-68-dei-dipendenti-italiani-la-usa-di-nascosto-rischio-milioni-per-le-pmi_4pNmiqzNpJ8rYksDMDbYT2
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Shadow AI dilaga nelle PMI italiane: il 68% dei dipendenti usa l’AI di nascosto, rischio sanzioni milionarie
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ChatGPT Translate debutta come servizio autonomo e punta a superare la traduzione letterale

OpenAI ha lanciato in modo discreto ChatGPT Translate, un nuovo servizio di traduzione pensato per competere direttamente con Google Translate, uno degli strumenti più utilizzati sul web.
L’interfaccia è volutamente familiare, ma la vera novità arriva dopo la traduzione, con suggerimenti intelligenti che permettono di adattare tono, registro e pubblico del testo.
Il servizio punta quindi su una traduzione “contestuale”, sfruttando l’AI generativa per andare oltre il semplice passaggio parola-per-parola.
Al momento restano alcune limitazioni funzionali, soprattutto rispetto all’ampiezza delle lingue supportate.
Sul fronte opposto, Google continua a investire nelle traduzioni basate su Gemini, rafforzando la competizione nel settore.Link alla fonte:
https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n644681/chatgpt-translate-debutta-in-silenzio-e-sfida-google/ -
Matthew McConaughey registra immagine e voce per proteggersi dagli “abusi” dell’AI
L’attore americano Matthew McConaughey ha registrato ufficialmente clip della propria immagine e della propria voce presso l’American Intellectual Property Institute per limitarne l’uso improprio da parte delle piattaforme di intelligenza artificiale generativa.
L’iniziativa nasce dalle crescenti preoccupazioni degli artisti, emerse con la diffusione di strumenti come ChatGPT, rispetto alla replica non autorizzata di volti e voci.
La mossa di McConaughey è innovativa perché preventiva: punta a stabilire diritti chiari prima di eventuali abusi, a differenza delle azioni legali intraprese a posteriori da altri attori come Scarlett Johansson.
Pur difendendo la propria identità digitale, l’attore non è contrario all’IA e ha infatti investito nella startup ElevenLabs, che ha creato una versione vocale AI con il suo consenso.
Il caso evidenzia i limiti delle attuali leggi statunitensi e apre il dibattito su nuovi modelli di tutela e monetizzazione dell’identità nell’era dell’IA.
