Nel suo racconto personale, Carolina Milanesi descrive come l’intelligenza artificiale l’abbia aiutata ad affrontare gli ultimi giorni di vita della madre affetta da demenza.
Pur restando scettica sull’IA come sostituto dell’empatia umana, l’autrice riconosce il valore dello strumento nel fornire informazioni chiare, contestuali e continue in un momento di forte vulnerabilità.
L’IA ha offerto risposte misurate e cliniche, aiutandola a interpretare i segnali fisici del fine vita e a mantenere lucidità e presenza come caregiver.
Il racconto apre anche una riflessione critica su bias, dati e privilegio, sottolineando la necessità di un’IA progettata con empatia intenzionale e prospettive inclusive.
Link alla fonte:
https://www.repubblica.it/tecnologia/blog/tecno-logica/2026/01/01/news/come_l_intelligenza_artificiale_mi_ha_accompagnato_negli_ultimi_giorni_di_mia_madre-425071224/amp/
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L’AI come supporto pratico nel fine vita: l’esperienza personale di Carolina Milanesi
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OpenAI accelera sull’audio e prepara dispositivi AI senza schermo
OpenAI sta riorientando in modo deciso la propria strategia sull’audio, unificando team di ingegneria, prodotto e ricerca per sviluppare nuovi modelli vocali avanzati e un dispositivo personale “audio-first” atteso entro circa un anno.
Secondo TechCrunch, l’obiettivo è rendere l’interazione con l’AI più naturale, continua e conversazionale, riducendo la centralità degli schermi.
La mossa si inserisce in una tendenza più ampia che coinvolge big tech come Meta, Google e Tesla, tutte impegnate a trasformare voce e ascolto nel principale strato di interazione uomo-macchina.
Il nuovo modello audio di OpenAI, previsto per il 2026, promette conversazioni fluide, gestione delle interruzioni e un approccio più “companion-like”.
Il contributo di Jony Ive rafforza la visione di un’AI meno invasiva e più integrata nella vita quotidiana.
Link alla fonte:
https://techcrunch.com/2026/01/01/openai-bets-big-on-audio-as-silicon-valley-declares-war-on-screens/ -
Sarà l’AGI a salvare l’AI dalla “bolla”?
Un editoriale pubblicato su ZEUS News riflette in modo critico sul futuro dell’intelligenza artificiale dopo l’esplosione di ChatGPT e dei modelli linguistici di grandi dimensioni.
Secondo l’autore, la narrativa dominante che vede nell’AGI (Intelligenza Artificiale Generale) la soluzione capace di giustificare e sostenere l’attuale bolla finanziaria dell’IA è più una speranza che una strategia concreta.
L’AGI viene descritta come un obiettivo ancora indefinito, lontano nel tempo e improbabile da raggiungere attraverso la semplice evoluzione di LLM e Transformer.
Ne deriva l’idea che lo scoppio della bolla dell’IA sia difficilmente evitabile e che non esista, al momento, una “progettualità segreta” in grado di scongiurarlo.
L’articolo invita quindi a distinguere tra progresso tecnologico reale e aspettative speculative alimentate dal mercato.Link alla fonte:
https://www.zeusnews.it/n.php?c=31651
