Uno studio di Anthropic, “Emergent Introspective Awareness in Large Language Models”, ha analizzato la presunta capacità dei modelli linguistici di comprendere i propri processi interni.
Attraverso la tecnica di concept injection — che consiste nell’inserire vettori concettuali per alterare gli stati neuronali del modello — i ricercatori hanno testato se gli LLM potessero riconoscere modifiche al proprio stato interno.
I risultati mostrano una consapevolezza solo parziale e incoerente: i modelli più avanzati, come Opus 4 e 4.1, hanno riconosciuto correttamente i concetti iniettati in appena il 20–42% dei casi.
Lo studio conclude che esiste una forma embrionale di auto-rilevazione, ma ancora troppo fragile, contingente e non assimilabile alla consapevolezza umana.
Le implicazioni riguardano il limite attuale della “metacognizione artificiale” e la difficoltà di modellarla in modo verificabile.
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Google integra la pubblicità anche nell’AI Mode della ricerca
Google ha confermato che la pubblicità continuerà a essere parte integrante della nuova esperienza di ricerca basata sull’intelligenza artificiale, inclusi i sistemi AI Overviews e AI Mode.
Secondo Robby Stein, dirigente dell’azienda, il modello pubblicitario non verrà eliminato ma evolverà per diventare più “utile e contestuale”, adattandosi alle interazioni conversazionali con l’assistente AI.
Gli annunci potranno comparire, ad esempio, mentre l’utente chiede consigli personalizzati o mostra immagini di prodotti di interesse.
Google ha già avviato test sperimentali di questo approccio, che punta a integrare in modo fluido contenuti e pubblicità nell’esperienza conversazionale.
La mossa conferma la volontà del colosso di Mountain View di mantenere solido il proprio business pubblicitario, che nel 2024 ha superato i 56 miliardi di dollari di ricavi.
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OpenAI punta al primo “ricercatore AI” completamente autonomo entro il 2028
OpenAI ha annunciato una roadmap ambiziosa che prevede il lancio di un assistente di ricerca AI nel 2026 e di un ricercatore completamente autonomo entro marzo 2028.
Sam Altman e Jakub Pachocki hanno presentato il progetto come un punto di svolta: un sistema capace di formulare ipotesi, condurre esperimenti e produrre nuova conoscenza in modo indipendente.
La strategia tecnica si basa su innovazioni algoritmiche e sull’aumento del “test time compute”, permettendo ai modelli di dedicare enormi risorse computazionali a singoli problemi scientifici.
Parallelamente, OpenAI ha completato la trasformazione in public benefit corporation, facilitando la raccolta di capitali per sostenere infrastrutture da 30 gigawatt e investimenti fino a 1,4 trilioni di dollari.
Altman ha ridefinito l’idea di AGI come un processo evolutivo piuttosto che un traguardo statico, puntando su risultati concreti come il “ricercatore AI”.
Link alla fonte:
https://www.futuroprossimo.it/2025/10/openai-entro-3-anni-il-primo-ricercatore-ai-del-tutto-autonomo/
