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  • Europa accelera su AI e quantum computing: nasce un fondo da 5 miliardi per la sovranità tecnologica

    L’Unione Europea sta lavorando alla creazione di un fondo pubblico-privato da 5 miliardi di euro per sostenere startup e imprese attive in intelligenza artificiale, quantum computing e tecnologie strategiche, nel tentativo di colmare il divario con Stati Uniti e Cina.

    Il fondo, al quale parteciperanno attori come EIFO, Criteria Caixa, la Novo Nordisk Foundation e la famiglia Wallenberg, mira a trattenere in Europa le aziende più promettenti e favorire la nascita di un’industria tecnologica autonoma.

    Parallelamente, l’Italia si candida a guidare un “Rinascimento quantistico” con la Q-Alliance, alleanza tra IonQ e D-Wave che creerà in Lombardia il più potente hub quantistico mondiale, supportato da un nuovo sistema Advantage2™ da oltre 4.400 qubit.

    Il progetto si inserisce nel più ampio piano europeo che include anche i computer quantistici VLQ e PIAST-Q e il supercomputer exascale Jupiter, tutti parte della strategia per rafforzare la competitività digitale e scientifica del continente.

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    AI e computer quantistici: l’Europa cerca di non perdere il treno

  • L’IA soffre di “brain rot”: lo studio rivela i danni dei “dati spazzatura”

    Uno studio condotto da ricercatori dell’Università del Texas ad Austin e della Purdue University, pubblicato su arXiv, evidenzia che anche le intelligenze artificiali possono soffrire di “brain rot”, una sorta di stordimento cognitivo simile a quello umano causato da un’eccessiva esposizione a contenuti digitali di bassa qualità.

    I modelli linguistici di Meta e Alibaba testati hanno mostrato un declino nelle capacità di ragionamento, memoria e comportamento etico quando addestrati con testi sensazionalistici e clickbait.

    Secondo Junyuan Hong, coautore dello studio, l’assunto che i contenuti virali siano buoni per l’addestramento è errato: i dati di scarsa qualità corrodono la logica e l’etica delle IA.

    Gli studiosi avvertono che anche le strategie di mitigazione non riescono a invertire del tutto i danni, richiamando l’attenzione su una regola valida tanto per l’uomo quanto per le macchine: “sei quello che mangi”.

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    L’intelligenza artificiale soffre di ‘brain rot’, il rimbambimento da web: lo studio | Sky TG24

  • Google rende le “sponsorizzate” più evidenti e offre la possibilità di nasconderle nei risultati di ricerca

    Google ha annunciato una significativa novità per il suo motore di ricerca: la pubblicità viene ora mostrata in una sezione separata e chiaramente distinguibile dai risultati organici.

    Gli annunci compaiono in un riquadro fisso nella parte superiore della pagina, ma gli utenti possono finalmente nasconderli con un semplice tocco.

    Questa scelta risponde alle critiche ricevute in passato per la scarsa trasparenza nella distinzione tra contenuti sponsorizzati e risultati naturali.

    Il nuovo formato è in fase di roll-out su desktop, smartphone e tablet, e segna un passo verso una navigazione più pulita e controllabile.

    Link alla fonte:

    Google ora permette di nascondere la pubblicità dai risultati