Autore: BDB

  • Immagini stock come fonti di “ispirazione”? Sì, se sai come farle “leggere” all’AI

    Osservate l’immagine di sinistra, scaricata da Pixabay, e poi quella di destra, generata con ChatGPT usando le stesse “caratteristiche” (da un punto di vista fotografico) ma applicandole a un soggetto diverso.

    Quale vi sembra più evocativa? Più professionale? Più adatta alla comunicazione? Oppure, pensandoci bene, hanno la stessa qualità ed efficacia evocativa? (P.S. Sotto vi lascio un “cambio di inquadratura” ottenuto con Gemini, come ulteriore esempio).

    Eccovi il prompt: “A cinematic urban scene at dusk featuring a Western teenager standing outdoors near a modern glass building. The sky reflects soft pink, violet, and blue twilight tones on the large reflective windows behind them. The teenager is shown in profile, looking thoughtfully into the distance, suggesting a moment of quiet reflection. They wear casual contemporary clothing — a light baseball cap, a denim jacket layered over a simple shirt, and a shoulder strap from a bag crossing the chest. Their posture is relaxed yet introspective, as if pausing while walking through the city. The environment feels calm and slightly melancholic, with cool color tones dominating the scene. The urban space appears modern and minimal, with smooth pavement and architectural glass surfaces catching the fading light. The photograph has a cinematic style, with soft depth of field and a slightly blurred background, emphasizing the subject while the city dissolves into a gentle bokeh. The overall mood conveys quiet urban solitude, contemplation, and the stillness of early evening.

    Se volete scoprire come ottenere risultati professionali nella generazione di immagini con l’AI date un’occhiata al mio libro “AI Art”, lo trovate in tutte le librerie fisiche e online:

    hoepli.it/libro/ai-art/9788836020294.html

  • Google e OpenAI accelerano sull’AI efficiente con Gemini 3.1 Flash-Lite e GPT-5.3 Instant

    Google e OpenAI hanno presentato quasi in parallelo due aggiornamenti ai loro modelli di intelligenza artificiale con l’obiettivo di migliorare efficienza, velocità e qualità delle risposte.
    Google ha introdotto Gemini 3.1 Flash-Lite, un modello progettato per applicazioni su larga scala che offre costi molto ridotti per milione di token e prestazioni più rapide rispetto alla generazione precedente, rendendolo adatto a traduzioni massive, moderazione dei contenuti e automazioni in tempo reale.
    Parallelamente OpenAI ha rilasciato GPT-5.3 Instant, focalizzato sul miglioramento dell’esperienza conversazionale: risposte più naturali, meno premesse difensive e una riduzione significativa delle allucinazioni nei test interni.
    L’aggiornamento introduce anche una migliore integrazione tra ricerca web e ragionamento del modello, con risposte più pertinenti e sintetiche.
    Le due novità evidenziano una tendenza comune nel settore: rendere i modelli AI non solo più potenti, ma anche più economici, affidabili e adatti all’uso quotidiano da parte di sviluppatori, aziende e utenti finali.

    Link alle fonti:

    https://www.hdblog.it/google/articoli/n650481/gemini-3-1-flash-lite-google/

    https://www.hdblog.it/applicazioni/articoli/n650392/openai-rilascia-gpt-53-instant/

  • I modelli di AI affrontano “Humanity’s Last Exam” per misurare la distanza dalla AGI

    I principali modelli di intelligenza artificiale — ChatGPT, Gemini, Claude e DeepSeek — sono stati sottoposti a Humanity’s Last Exam, un benchmark estremo progettato per valutare quanto siano vicini al livello di conoscenza degli esperti umani.
    Il test, pubblicato sulla rivista Nature e sviluppato dal Center for AI Safety insieme a Scale AI, comprende 2.500 domande di livello dottorale distribuite su oltre 100 discipline.
    A febbraio 2026 il miglior risultato è stato ottenuto da Gemini 3 Deep Think con il 48,4%, ancora distante dal circa 90% raggiunto dagli esperti umani nei rispettivi campi.
    I ricercatori sottolineano che, nonostante i rapidi progressi, superare questo benchmark non equivarrebbe automaticamente a raggiungere l’intelligenza artificiale generale (AGI).
    Lo studio riaccende quindi il dibattito su quanto tempo manchi davvero prima che l’IA raggiunga capacità paragonabili a quelle umane nella ricerca e nel ragionamento avanzato.

    Link alla fonte:
    https://www.elconfidencial.com/tecnologia/2026-03-05/ia-ultimo-examen-humanidad-agi-1qrt_4313376/