Autore: BDB

  • OpenAI lancia Frontier, la piattaforma dove gli agenti AI diventano dei “dipendenti”

    OpenAI ha lanciato Frontier, una piattaforma che gestisce agenti AI come “dipendenti”. Sì, avete letto bene, non è un refuso, è inutile che continuiate a rileggere la frase.

    La piattaforma dispone di “onboarding”, valutazioni delle prestazioni e controlli di accesso, praticamente gli stessi sistemi che le aziende usano per i lavoratori umani.

    Dimenticavo: la piattaforma è “aperta”, ovvero gestisce agenti creati da chiunque, non solo da OpenAI. Questo significa che qualora Frontier diventasse lo standard, OpenAI sarà in grado di controllare come le aziende implementeranno l’AI anche quando utilizzano i modelli di Google o Anthropic.

    Giusto per farvi un’idea di quanto è valida, vi dico solo che HP, Oracle, State Farm e Uber la stanno già usando.

    Per approfondire:

    https://lnkd.in/da-mhxjH

  • Quando non puoi combatterli, unisciti a loro: l’AI personalizzata entra in aula e trasforma l’apprendimento (almeno negli USA)

    Alla W. P. Carey School of Business dell’Arizona State University, nuovi strumenti di intelligenza artificiale stanno cambiando il modo in cui studenti e docenti affrontano lo studio e l’insegnamento.

    Applicazioni come NotebookLM permettono di trasformare materiali didattici in podcast e risorse di studio multimodali, facilitando l’apprendimento flessibile.

    I docenti Atif Ikram e Scott Emett hanno mostrato come bot personalizzati, avatar digitali e strumenti di “vibecoding” possano migliorare il coinvolgimento degli studenti e ridurre il carico operativo per i professori.

    L’iniziativa rientra nell’AI Enhanced Teaching Initiative, che promuove un’adozione responsabile dell’AI secondo il principio di “Principled Innovation”.

    L’esperienza evidenzia come i bot AI possano ampliare le possibilità pedagogiche senza sostituire il ruolo umano del docente.

    Link alla fonte:

    https://news.wpcarey.asu.edu/20260205-how-custom-ai-bots-are-changing-classroom

  • Chip neuromorfici a micro-LED promettono AI più efficiente sul fronte energetico

    In Germania un consorzio di ricerca guidato dalla Technische Universität Braunschweig sta sviluppando un nuovo tipo di computer neuromorfico basato su micro-LED, pensato per ridurre drasticamente i consumi energetici dell’intelligenza artificiale.
    Il progetto, chiamato BRIGHT (Bringing Light to Microelectronics), punta a sostituire parte dei transistor tradizionali con dispositivi ottici capaci di elaborare informazioni in parallelo, imitando il funzionamento dei neuroni umani.
    Un primo prototipo dimostra la capacità dei LED di riconoscere pattern senza ricorrere a complesse conversioni digitali, con potenziali vantaggi enormi per data center e reti neurali di grandi dimensioni. La sfida principale resta l’integrazione tra circuiti CMOS in silicio e dispositivi in nitruro di gallio, tecnologie finora separate.
    Con un finanziamento di circa 15 milioni di euro e un orizzonte di cinque anni, BRIGHT potrebbe aprire una nuova fase nel rapporto tra AI e consumo energetico.

    Link alla fonte:
    https://www.hdblog.it/hardware/articoli/n646903/chip-neuromorfici-micro-led-ai/