Autore: BDB

  • Google introduce Agentic Vision: la visione artificiale diventa investigativa con Gemini 3 Flash

    Google ha presentato Agentic Vision, una nuova capacità integrata in Gemini 3 Flash che trasforma l’analisi delle immagini in un processo attivo e verificabile.
    A differenza della visione artificiale tradizionale, il modello adotta un ciclo Think-Act-Observe, generando ed eseguendo codice Python per ispezionare, ritagliare e analizzare porzioni specifiche delle immagini.
    Questa architettura riduce le allucinazioni e migliora l’accuratezza su contenuti visivi complessi come infografiche, tabelle e documenti tecnici.
    Agentic Vision è già sperimentabile tramite Google AI Studio e tramite le API Gemini disponibili anche su Vertex AI, aprendo nuovi scenari applicativi in ambito industriale, documentale e di controllo qualità.

    Link alla fonte:
    https://www.ilsoftware.it/come-provare-google-agentic-vision-per-leggere-e-rielaborare-il-contenuto-delle-immagini/

  • Gli sviluppatori di videogiochi perdono fiducia nell’AI? Parrebbe di sì

    Ebbene sì, l’industria videoludica sta vivendo una fase di crescente diffidenza verso l’intelligenza artificiale generativa.

    Secondo i dati, oltre la metà degli sviluppatori (il 52% per essere precisi) ritiene che l’AI stia avendo un impatto negativo sul processo creativo e produttivo dei videogiochi, un balzo significativo rispetto al 30% registrato appena un anno fa.

    Parallelamente, il consenso positivo sta crollando: solo il 7% degli addetti ai lavori esprime oggi un giudizio favorevole, contro il 13% dell’anno precedente.

    Il settore, quindi, appare sempre più diviso tra la visione dei vertici aziendali e quella dei team di sviluppo.

    Colossi come Ubisoft e Microsoft continuano a spingere per un’integrazione capillare dell’IA in tutte le fasi della produzione, mentre realtà come Larian Studios mantengono un approccio più prudente, limitandosi a impiegarla per attività circoscritte come la prototipazione.

    Nonostante il malcontento crescente, l’IA rimane comunque presente nei flussi di lavoro: il 33% degli sviluppatori la utilizza quotidianamente, soprattutto per compiti ripetitivi, ricerca di riferimenti, scrittura di comunicazioni interne e supporto al coding.

    Il quadro che emerge da questa indagine è, come si può notare, quello di un settore polarizzato, in cui l’adozione dell’IA generativa procede tra spinte dall’alto e resistenze dal basso, mentre il dibattito sul suo ruolo futuro sembra avvicinarsi a un punto di svolta.

    Link all’articolo originale:

    https://www.msn.com/it-it/money/storie-principali/l-ia-generativa-non-convince-pi%C3%B9-gli-sviluppatori/ar-AA1Vl8B4

  • Google usa l’AI per decifrare il “genoma oscuro” e spiegare come singole mutazioni causano malattie

    Google DeepMind ha presentato AlphaGenome, un nuovo modello di intelligenza artificiale capace di interpretare le regioni non codificanti del DNA, che costituiscono oltre il 98% del genoma umano e un tempo erano considerate “ADN spazzatura”.
    Pubblicato su Nature, il modello riesce a prevedere come variazioni anche di una sola lettera del DNA possano influenzare l’espressione genica, l’organizzazione tridimensionale del genoma e processi chiave come lo splicing.
    AlphaGenome supera i limiti dei modelli precedenti combinando analisi su sequenze molto lunghe con una risoluzione a livello di singola base, permettendo di individuare meccanismi patologici nascosti, come nel caso della leucemia linfoblastica T.
    Pur non essendo ancora uno strumento clinico personalizzato, rappresenta un importante passo avanti per la ricerca di base e per la comprensione delle origini molecolari di molte malattie.

    Link alla fonte:
    https://elpais.com/ciencia/2026-01-28/google-logra-predecir-con-su-ia-como-una-sola-letra-del-genoma-oscuro-puede-causar-enfermedades.html