Boris Johnson e ChatGPT: quando la politica si innamora dell’Ai

Boris Johnson, ex primo ministro britannico, ha dichiarato di usare ChatGPT per scrivere libri e ottenere conferme sulla propria brillantezza, definendo l’intelligenza artificiale “fantastica”.

Il suo entusiasmo riflette una tendenza più ampia: l’adozione dell’Ai nei processi politici e amministrativi. Johnson immagina una pubblica amministrazione semplificata grazie agli algoritmi, capace di ridurre drasticamente i costi del governo.

Tuttavia, questa visione solleva interrogativi sulla delega delle decisioni a sistemi opachi e sull’illusione del consenso algoritmico. In parallelo, altri leader mondiali stanno integrando l’Ai nella comunicazione politica, tra deepfake, chatbot e diplomazia automatizzata.

Il caso Johnson evidenzia come l’Ai non sia più solo uno strumento tecnico, ma un nuovo terreno di potere e narrazione politica.

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