Categoria: News

  • Europa accelera su AI e quantum computing: nasce un fondo da 5 miliardi per la sovranità tecnologica

    L’Unione Europea sta lavorando alla creazione di un fondo pubblico-privato da 5 miliardi di euro per sostenere startup e imprese attive in intelligenza artificiale, quantum computing e tecnologie strategiche, nel tentativo di colmare il divario con Stati Uniti e Cina.

    Il fondo, al quale parteciperanno attori come EIFO, Criteria Caixa, la Novo Nordisk Foundation e la famiglia Wallenberg, mira a trattenere in Europa le aziende più promettenti e favorire la nascita di un’industria tecnologica autonoma.

    Parallelamente, l’Italia si candida a guidare un “Rinascimento quantistico” con la Q-Alliance, alleanza tra IonQ e D-Wave che creerà in Lombardia il più potente hub quantistico mondiale, supportato da un nuovo sistema Advantage2™ da oltre 4.400 qubit.

    Il progetto si inserisce nel più ampio piano europeo che include anche i computer quantistici VLQ e PIAST-Q e il supercomputer exascale Jupiter, tutti parte della strategia per rafforzare la competitività digitale e scientifica del continente.

    Link alla fonte:
    AI e computer quantistici: l’Europa cerca di non perdere il treno

  • Aranzulla: “Con l’IA il mio sito perde il 25%, ma il problema è per tutti gli autori del web”

    Salvatore Aranzulla, famoso fondatore di Aranzulla.it, denuncia a Fanpage.it un calo del 25% nel traffico del suo sito a causa dell’intelligenza artificiale e delle nuove modalità di ricerca di Google, come Gemini e AI Overview.

    L’IA, rielaborando i contenuti originali per fornire risposte dirette agli utenti, riduce drasticamente l’accesso ai siti editoriali e quindi i loro ricavi pubblicitari.

    Aranzulla sottolinea che il problema non riguarda solo lui — che dichiara di poter “vivere di rendita” — ma soprattutto collaboratori, autori e giornalisti che dipendono da un ecosistema ormai non sostenibile.

    Aranzulla auspica, inoltre, una regolamentazione urgente sul diritto d’autore e propone modelli di compensazione per l’uso dei contenuti da parte delle IA, avvertendo che senza incentivi economici il web rischia di svuotarsi di contenuti di qualità.

    L’intervista completa qui:

    Aranzulla a Fanpage.it: “Con l’IA il mio sito perde il 25%. Io vivo di rendita ma c’è un problema per tutti”

  • L’IA soffre di “brain rot”: lo studio rivela i danni dei “dati spazzatura”

    Uno studio condotto da ricercatori dell’Università del Texas ad Austin e della Purdue University, pubblicato su arXiv, evidenzia che anche le intelligenze artificiali possono soffrire di “brain rot”, una sorta di stordimento cognitivo simile a quello umano causato da un’eccessiva esposizione a contenuti digitali di bassa qualità.

    I modelli linguistici di Meta e Alibaba testati hanno mostrato un declino nelle capacità di ragionamento, memoria e comportamento etico quando addestrati con testi sensazionalistici e clickbait.

    Secondo Junyuan Hong, coautore dello studio, l’assunto che i contenuti virali siano buoni per l’addestramento è errato: i dati di scarsa qualità corrodono la logica e l’etica delle IA.

    Gli studiosi avvertono che anche le strategie di mitigazione non riescono a invertire del tutto i danni, richiamando l’attenzione su una regola valida tanto per l’uomo quanto per le macchine: “sei quello che mangi”.

    Link alla fonte:

    L’intelligenza artificiale soffre di ‘brain rot’, il rimbambimento da web: lo studio | Sky TG24