In un contesto sempre più dominato dall’intelligenza artificiale, il filosofo Luciano Floridi introduce il concetto di capitale semantico per spiegare ciò che rende l’essere umano insostituibile.
Questo capitale comprende l’insieme di esperienze, cultura, conoscenze e storie personali che danno significato alla nostra vita e orientano le nostre scelte.
Secondo Floridi, l’AI rende più evidente il valore specificamente umano, distinguendo il contributo creativo, critico ed etico dalla semplice automazione.
La valorizzazione del capitale semantico può inoltre ridurre le disuguaglianze sociali e favorire un uso dell’AI come strumento di supporto, non di sostituzione.
In questo scenario, il non profit e l’educazione hanno un ruolo cruciale nel difendere e arricchire la pluralità dei significati contro l’omologazione tecnologica.
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https://www.vita.it/storie-e-persone/nellera-dellintelligenza-artificiale-si-salvera-chi-nutrira-il-suo-capitale-semantico/
L’era dell’AI premia chi coltiva il “capitale semantico”, secondo Luciano Floridi
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