Gualtiero Carraro analizza come i principali paesi industrializzati stiano attivando strategie di formazione su larga scala per affrontare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul lavoro. Il Regno Unito collabora con le Big Tech per formare milioni di lavoratori; la Cina integra l’AI nei programmi scolastici; gli USA promuovono task force ed eventi educativi; la Germania investe in innovazione e leadership tecnologica. Carraro propone un piano nazionale per l’Italia, centrato su etica, inclusione e ruolo attivo degli insegnanti nel plasmare un’educazione all’AI umanistica, orientata alla figura dell’“Homo Extensus”.
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https://www.orizzontescuola.it/un-piano-nazionale-per-la-formazione-allai-usa-cina-uk-e-germania-hanno-avviato-programmi-per-la-formazione-allai-e-litalia/
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Formazione all’AI: UK, USA, Cina e Germania corrono. Carraro propone un piano per l’Italia
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Google lancia Opal: programmazione creativa senza codice per tutti
Google ha presentato Opal, una piattaforma sperimentale di coding assistito dall’IA pensata per democratizzare lo sviluppo software. Attualmente disponibile negli Stati Uniti, Opal consente anche a utenti senza competenze tecniche di creare mini applicazioni web tramite comandi testuali e un’interfaccia visuale altamente personalizzabile. Le app possono essere facilmente pubblicate e condivise, rendendo Opal una potenziale alternativa a strumenti come Canva e Figma. Il progetto si inserisce nel trend crescente verso una programmazione accessibile, creativa e semplificata.
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https://www.tomshw.it/hardware/google-testa-opal-lapp-che-codifica-le-emozioni-2025-07-25
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Chatbot e verità: l’illusione dell’intelligenza e il rischio allucinazioni
I chatbot basati su modelli linguistici, come ChatGPT, producono testi fluidi ma spesso imprecisi a causa di una struttura che predice parole senza comprendere concetti. Questi errori, detti “allucinazioni”, sono sistemici e difficili da eliminare, anche con tecniche di grounding che integrano dati verificati. L’aumento del loro utilizzo rischia di amplificare la disinformazione. Walter Quattrociocchi ribadisce che l’IA nei chatbot non è vera intelligenza, ma uno strumento statistico che richiede supervisione umana. Il futuro dell’AI passa da un equilibrio tra accuratezza e creatività, con consapevolezza dei suoi limiti strutturali.
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https://www.linkiesta.it/2025/07/erorri-allucinazioni-intelligenza-artificiale-linguaggio-chatgpt/
