Secondo Walter Quattrociocchi, Professore Ordinario di Informatica alla Sapienza, la disinformazione non è un’anomalia ma un prodotto sistemico dovuto a bias cognitivi e algoritmi che amplificano contenuti conformi alle credenze esistenti. L’avvento dei modelli linguistici generativi ha aggravato la crisi epistemica: queste AI producono testi credibili nella forma, ma privi di comprensione reale. In un contesto dove l’apparenza sostituisce la sostanza, diventa urgente adottare un approccio analitico e critico, capace di smascherare le illusioni della “conoscenza simulata”. Quattrociocchi invita a diffidare della forma per recuperare il senso autentico del sapere.
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https://www.corriere.it/tecnologia/25_luglio_23/l-inganno-perfetto-dell-intelligenza-artificiale-scrive-bene-ma-non-sa-nulla-fb94a79f-efb9-413f-a642-d82cda9e4xlk.shtml
