Tag: Innovazione

  • L’AI di Google DeepMind ha già un impatto sulla scienza pari a un Premio Nobel, secondo Pushmeet Kohli

    Pushmeet Kohli, vicepresidente per la Scienza e le Iniziative Strategiche di Google DeepMind, sostiene che i sistemi di intelligenza artificiale producono oggi un impatto scientifico comparabile a quello di un Premio Nobel.
    Il caso emblematico è AlphaFold, la tecnologia che ha rivoluzionato la biologia permettendo di prevedere in pochi secondi la struttura tridimensionale delle proteine, un processo che prima richiedeva anni di lavoro sperimentale.
    Secondo Kohli, l’AI non eliminerà la necessità degli esperimenti, ma renderà la ricerca molto più efficiente, consentendo di ottenere molti più risultati con lo stesso numero di test.
    Le applicazioni spaziano dalla scoperta di nuovi farmaci alla previsione meteorologica, fino alla progettazione di materiali innovativi.
    La vera sfida, conclude Kohli, è accompagnare questi progressi con un uso responsabile e una maggiore divulgazione per aiutare la società a comprenderne benefici e rischi.

    Link alla fonte:
    https://amp.elmundo.es/papel/el-mundo-que-viene/2025/12/20/694023d0fdddff24518b45a5.html

  • Il 2025 e la “correzione” dell’hype sull’AI

    Nel 2025 l’intelligenza artificiale ha attraversato una fase di “hype correction”, con aspettative ridimensionate rispetto alle promesse iniziali di trasformazione radicale dell’economia e del lavoro.

    Studi e dati mostrano che l’adozione aziendale dell’AI ristagna e molti progetti restano confinati a fasi pilota, mentre i progressi tecnologici appaiono più incrementali che rivoluzionari, come dimostrato dal lancio deludente di GPT-5.

    L’analisi evidenzia, inoltre, che i large language model non sono sinonimo di intelligenza generale e che l’AI non rappresenta una soluzione rapida o universale ai problemi delle imprese.

    Allo stesso tempo, la fase di disillusione apre a una lettura più matura: l’AI non scompare, quindi, bensì entra in una nuova fase di consolidamento, ricerca e applicazioni più realistiche e mirate.

    Link alla fonte:
    https://www.technologyreview.com/2025/12/15/1129174/the-great-ai-hype-correction-of-2025/

  • Gli LLM non diventeranno mai AGI: la critica radicale di Benjamin Riley

    Benjamin Riley, fondatore di Cognitive Resonance, sostiene in un saggio per The Verge che i modelli linguistici di grandi dimensioni non raggiungeranno mai l’intelligenza artificiale generale perché il linguaggio non equivale al pensiero.

    L’industria tech, afferma, confonde la capacità di generare testo con la capacità di ragionare, sfruttando un bias cognitivo che porta gli esseri umani ad associare eloquenza e intelligenza.

    Le neuroscienze mostrano che linguaggio e pensiero sono processi distinti, e che gli LLM emulano solo la parte comunicativa, non la cognizione. Anche figure di spicco come Yann LeCun e studi sulla creatività degli LLM evidenziano limiti strutturali che impedirebbero a questi modelli di produrre vera originalità.

    Le conclusioni di Riley mettono in discussione le promesse più ambiziose dei CEO dell’AI, suggerendo che gli LLM resteranno strumenti di remix, incapaci di generare conoscenza realmente nuova.

    Link alla fonte:

    https://www.punto-informatico.it/esperto-smonta-mito-agi-ai-non-sara-mai-intelligente