Durante il panel “La mente come superficie d’attacco: AI, potere e vulnerabilità umane” al Security Summit Milano 2026, gli esperti hanno analizzato come l’interazione tra cervello e tecnologie digitali stia modificando profondamente i processi cognitivi umani.
La ricercatrice Martina Ardizzi, in particolare, ha evidenziato come la plasticità neuronale renda il cervello estremamente adattabile agli strumenti tecnologici, influenzando memoria, attenzione e capacità decisionali.
Le piattaforme digitali e gli algoritmi sfruttano meccanismi biologici legati alla motivazione e alla salienza, aumentando il rischio di manipolazione attraverso fake news, propaganda e contenuti emotivamente coinvolgenti.
In questo contesto, la capacità di formulare domande critiche e utilizzare consapevolmente l’intelligenza artificiale emerge come una competenza strategica per difendere autonomia individuale e processi democratici.
Le neuroscienze digitali si configurano così come un campo chiave per comprendere e contrastare le nuove forme di persuasione algoritmica.
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https://www.cybersecurity360.it/cultura-cyber/neuroscienze-digitali-e-hacking-della-mente-come-la-tecnologia-riscrive-il-nostro-cervello/
