L’avanzata dell’intelligenza artificiale solleva interrogativi profondi sul futuro del lavoro umano, tra timori di obsolescenza e rischi di alienazione. L’articolo propone un’alternativa al fatalismo tecnologico, evidenziando come emozioni, creatività e relazioni restino ambiti in cui l’IA non può sostituire l’uomo. In particolare, l’assistenza a persone fragili – in un contesto di invecchiamento demografico – diventa un settore centrale, richiedendo empatia e presenza. Per affrontare questa transizione, è essenziale ripensare formazione e riconoscimento professionale, costruendo un equilibrio tra innovazione tecnologica e valore umano.
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https://www.marcelloveneziani.com/articoli/lavorare-al-tempo-dellintelligenza-artificiale
Autore: BDB
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Lavoro e IA: riscoprire l’umano nell’epoca dell’automazione
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Musk spinge su Grok: 12 miliardi per data center e autonomia AI
Elon Musk è in trattative per ottenere un prestito da 12 miliardi di dollari con Valor Equity Partners, destinato alla costruzione di un imponente data center per il chatbot Grok, sviluppato dalla sua startup xAI. La collaborazione con Nvidia, che fornirà oltre mezzo milione di schede, è centrale per garantire l’indipendenza tecnologica da altri colossi. Nonostante le richieste stringenti delle banche – tra cui il rimborso in tre anni – Musk punta a distribuire 50 milioni di unità Grok entro cinque anni. Il progetto è sostenuto da 10 miliardi già raccolti e da un accordo con il Pentagono per applicazioni legate alla sicurezza nazionale.
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Verso modelli linguistici più “culturali”: meno parametri, più efficienza
Negli ultimi anni, lo sviluppo dei modelli linguistici ha segnato un cambiamento di rotta, privilegiando l’efficienza e la qualità dell’addestramento rispetto alla sola crescita dei parametri. L’architettura Transformer del 2017 ha aperto la strada, ma oggi l’attenzione si concentra su modelli più piccoli – i cosiddetti Small Language Models (SLM) – e su metodologie di training più sofisticate. I tre filoni chiave dell’innovazione sono la multimodalità, l’interazione con strumenti esterni e l’ottimizzazione delle tecniche di apprendimento. La nuova sfida consiste nel bilanciare struttura e cultura, puntando su un’intelligenza artificiale meno energivora ma altrettanto performante.
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https://24plus.ilsole24ore.com/art/le-nuove-strategie-sviluppo-ai-piu-cultura-che-dimensioni-modelli-AHpoirpB
