DeepMind presenta AlphaEvolve, un sistema di intelligenza artificiale che non si limita a “battere le regole” come i predecessori, ma le esplora e le supera per proporre nuovi percorsi matematici. Il modello affianca i ricercatori nella matematica astratta suggerendo congetture e strategie inedite, pur lasciando all’esperienza umana le intuizioni decisive. La collaborazione uomo-macchina promette di accelerare scoperte scientifiche, potenzialmente potenziata in futuro dal quantum computing. Restano centrali le sfide di interpretabilità e le implicazioni etiche, che richiedono utenti consapevoli e un’adozione critica della tecnologia. In questo scenario, l’AI diventa un amplificatore del pensiero creativo, aprendo la strada a una nuova evoluzione della ricerca.
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https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/alphaevolve-alleanza-tra-mente-e-ai-nellintuizione-scientifica/
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AlphaEvolve ridefinisce l’intuizione scientifica con l’alleanza uomo-macchina
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DeepMind lancia Aeneas, l’IA che ricostruisce e collega le iscrizioni romane
Google DeepMind ha presentato Aeneas, il primo modello generativo multimodale progettato per restaurare, datare e localizzare oltre 176 000 iscrizioni latine frammentarie in pochi secondi. Addestrato su testo e immagini, il sistema individua parallelismi tra documenti, colma lacune di ≤10 caratteri con un’accuratezza Top-20 del 73 % e attribuisce le iscrizioni a 62 province romane con il 72 % di precisione. La ricerca — pubblicata su Nature in collaborazione con storici accademici — dimostra che Aeneas riduce di circa il 90 % il tempo necessario agli epigrafisti per contestualizzare un reperto, aprendo la strada a nuove scoperte sulla diffusione culturale e politica di Roma antica. Lo strumento, accessibile online, segna un passo avanti nelle digital humanities e potrebbe democratizzare l’analisi di testi storici anche in altre lingue antiche.
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https://deepmind.google/discover/blog/aeneas-transforms-how-historians-connect-the-past/ -
L’AI accelera i licenziamenti: aziende nascondono il vero impatto dietro “ristrutturazioni”
Numerose aziende tecnologiche stanno riducendo il personale in modo significativo, celando dietro termini come “ottimizzazione delle risorse” l’effettivo impatto dell’intelligenza artificiale. Solo poche realtà come IBM e Klarna ammettono esplicitamente di aver sostituito ruoli umani con sistemi AI, in particolare chatbot. Secondo le stime, il 41% dei datori di lavoro globali prevede di ridurre la propria forza lavoro nei prossimi cinque anni proprio a causa dell’automazione. Dopo aver colpito i freelance, il fenomeno si sta ora estendendo anche ai dipendenti a tempo pieno, come dimostra il recente caso Duolingo, rivelando una transizione lavorativa più profonda di quanto dichiarato ufficialmente.
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https://www.hwupgrade.it/news/web/le-aziende-licenziano-e-l-ia-c-entra-molto-di-piu-di-quanto-non-vogliono-farti-credere_141352.html
