OpenAI, la società guidata da Sam Altman e creatrice di ChatGPT, è diventata in meno di un decennio un pilastro della nuova economia tecnologica americana, con una valutazione di circa 500 miliardi di dollari.
Tuttavia, analisti e media come il Wall Street Journal avvertono che un eventuale fallimento dell’azienda potrebbe rappresentare un rischio sistemico, paragonabile a quello delle grandi banche d’affari prima della crisi del 2008.
Nonostante accordi strategici con giganti come Microsoft, Nvidia e AMD, e una rete di partnership da oltre mille miliardi di dollari, OpenAI continua a registrare perdite significative (oltre 10 miliardi nel 2024).
La crescente dipendenza economica degli Stati Uniti dall’IA generativa alimenta timori di una bolla tecnologica e di un potenziale “AI crash”.
Intanto Altman prepara una futura IPO che potrebbe toccare i 1.000 miliardi di valutazione, in un contesto di grande incertezza sui ritorni economici dell’intelligenza artificiale.
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