Tag: IntelligenzaEmotiva

  • L’AI rischia di atrofizzare la mente: Boris Walbaum chiede una rivoluzione educativa

    In un’intervista ad Adnkronos, Boris Walbaum, fondatore di Forward College, avverte che l’uso non guidato dell’intelligenza artificiale può ridurre lo sforzo cognitivo, indebolendo la capacità di apprendere, sintetizzare e pensare criticamente.
    Secondo Walbaum, il vero rischio non è la perdita di memoria, ma l’erosione dell’abitudine allo sforzo mentale che costruisce comprensione profonda e resilienza cognitiva.
    Per contrastare questa deriva, l’educazione deve integrare l’AI in modo esplicito, alzando gli standard, valutando il processo e rafforzando le competenze umane non automatizzabili.
    In questo contesto, l’intelligenza emotiva diventa una difesa contro la manipolazione algoritmica e il fondamento dell’autenticità umana.
    Nel futuro dominato dall’AI, conclude Walbaum, autenticità e pensiero profondo rischiano di diventare beni rari e quindi sempre più preziosi.

    Link alla fonte:
    https://www.adnkronos.com/tecnologia/leclissi-dello-sforzo-boris-walbaum-sul-futuro-della-mente-nellera-dellai_5DdpRTgtAWLFwRPW4VKGII

  • GPT 5.1 e il nuovo salto evolutivo: QE invece che QI

    Eh già, arriva il primo aggiornamento del modello GPT-5 ma non si tratta, questa volta, di un’evoluzione in termini di “quoziente intellettivo”, quanto di “quoziente emotivo”.

    Non preoccupatevi, l’AI non è ancora in grado di “provare” emozioni, ma sta diventando sempre più brava a coglierle nell’interazione con gli umani e adattarsi di conseguenza.

    Il grado di “EQ”, che sta appunto per Emotional Quotient (o Emotional Intelligence, intelligenza emotiva) fa infatti riferimento alla capacità dell’AI di interagire in modo più umano, empatico e adattabile, attraverso preset di personalità come “Professional”, “Candid” o “Quirky” e regolazioni come il livello di entusiasmo, l’uso di emoji o la capacità di rilevare il “tono” dell’utente durante la chat e adeguare le proprie risposte.

    OpenAI sembra, in questo caso, voler enfatizzare questo aspetto invece dei soliti benchmark tecnici, ma il cambiamento va molto al di là di questo aspetto, come potrete leggere nell’annuncio ufficiale:

    https://openai.com/index/gpt-5-1