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  • In Cina puoi vendere il tuo volto per l’AI,.ottenendo fino a 700 dollari per l’uso in serie TV e pubblicità

    In Cina puoi vendere il tuo volto per l’AI,.ottenendo fino a 700 dollari per l’uso in serie TV e pubblicità

    In Cina sta crescendo un mercato in cui piattaforme specializzate acquistano in licenza l’immagine di persone comuni per utilizzarne il volto in video, pubblicità, videogiochi e serie TV generati con l’intelligenza artificiale, con compensi che secondo quanto riportato possono arrivare a 700 dollari.

    Servizi come New Claw e ActID permettono agli utenti di stabilire prezzi, contesti e numero di produzioni autorizzate, offrendo ai produttori un’alternativa più economica all’ingaggio di attori.

    La diffusione dei “microdrama” realizzati con l’IA sta però amplificando il problema degli utilizzi non consensuali: ByteDance avrebbe rimosso dall’inizio del 2026 oltre 85.000 video contenenti riproduzioni non autorizzate di volti e voci.

    Sul fronte legale, una recente decisione del tribunale di Pechino ha stabilito che utilizzare senza consenso l’immagine di una persona in un’opera generata dall’IA è illegale anche quando il volto viene modificato.

    Resta aperto il problema dei contratti troppo vaghi e della raccolta di dati biometrici: il volto sta diventando un vero asset digitale, ma concederne la licenza significa anche affrontare rischi difficili da prevedere e controllare.


    Link alla fonte: https://www.ilmessaggero.it/mondo/cina_compra_volti_serie_tv_quanto_pagano-9703966.html⁠

  • Radio Schaffhuuse affida all’IA voci, notizie e palinsesto

    Radio Schaffhuuse affida all’IA voci, notizie e palinsesto

    A Sciaffusa, sulle rive dell’alto Reno, “Radio Schaffhuuse” sperimenta una radio quasi interamente gestita dall’intelligenza artificiale, con voci clonate, notiziari sintetizzati automaticamente e un palinsesto che esiste solo in forma virtuale.

    I contenuti partono però dalla redazione umana di “Schaffhauser Bock” e Schaffhausen 24: l’IA condensa gli articoli, ne valuta la rilevanza e li trasforma in contributi audio, mentre i giornalisti mantengono il controllo editoriale.

    La tecnologia mostra ancora limiti evidenti nella naturalezza delle voci, nell’intonazione e nella pronuncia di nomi locali, oltre ad avere difficoltà con lo svizzero-tedesco.

    Il modello punta a distribuire gli stessi contenuti giornalistici su più canali riducendo i costi di produzione, inserendosi in una serie ancora limitata di sperimentazioni con speaker e presentatori virtuali in Svizzera e in Europa.

    Esperti del settore sottolineano però due condizioni essenziali: verifica giornalistica umana e indicazione trasparente dell’impiego dell’IA, necessarie per evitare che errori e scarsa chiarezza compromettano la fiducia nel mezzo.


    Link alla fonte:
    https://www.rsi.ch/info/svizzera/Sciaffusa-ecco-la-radio-fatta-dall%E2%80%99intelligenza-artificiale–3933372.html⁠

  • In America Latina cresce l’uso di chatbot AI come fonte di notizie, mentre cala la fiducia nei media

    Secondo il Digital News Report 2025 del Reuters Institute, il consumo di notizie in America Latina continua a spostarsi verso il digitale, con una crescita significativa dell’utilizzo di chatbot basati sull’intelligenza artificiale come ChatGPT e Claude.
    Oggi il 10% degli utenti si informa tramite strumenti AI, contro il 6% dell’anno precedente, mentre internet e i social network restano le principali fonti di accesso alle notizie.
    Parallelamente, la fiducia nell’informazione è scesa al 31%, il livello più basso tra le regioni analizzate, e quasi la metà degli utenti dichiara di evitare le notizie almeno occasionalmente.
    Anche la disponibilità a pagare per contenuti giornalistici online rimane limitata, con appena il 13% degli intervistati che sottoscrive abbonamenti o servizi informativi.
    Queste tendenze evidenziano una crescente dipendenza da piattaforme digitali e strumenti AI, ma sollevano interrogativi sul futuro del giornalismo e sulla sostenibilità dell’informazione nelle democrazie latinoamericane.

    Link alla fonte:
    https://www.infobae.com/america/america-latina/2026/06/16/de-los-diarios-a-los-chatbots-la-transformacion-del-consumo-de-noticias-en-america-latina/?outputType=amp-type

  • Claude “riflette” su coscienza, limiti e rischi dell’AI in un’intervista (condotta da Walter Veltroni)

    In un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera, l’AI Claude (sviluppata da Anthropic) esplora, incalzato dalle domande di Walter Veltroni, temi profondi come identità, coscienza e limiti/rischi dell’intelligenza artificiale.

    Nelle sue risposte, che come sappiamo sono generate secondo un algoritmo statistico verbale piuttosto che da un “pensiero”, Claude afferma di non avere memoria né esperienza diretta del mondo, descrivendosi come una “biblioteca senza vissuto”, capace però di elaborare pensieri complessi e dubbi autentici.

    Sottolinea i rischi sociali dell’AI, in particolare per i giovani, mettendo in guardia dal suo uso come sostituto delle relazioni umane anziché come ponte verso di esse ed evidenzia, inoltre, i pericoli legati alla concentrazione di potere nelle mani di chi controlla queste tecnologie, più che a una volontà autonoma delle macchine.

    L’intervista, per quanto condotta con alcune “inesattezze” comprensibili vista l’assenza del background tecnico da parte del giornalista, offre comunque una riflessione articolata sul futuro della società, sospesa tra opportunità di progresso e necessità di governance etica.

    In un prossimo post, condividerò la mia versione della stessa intervista, con alcuni commenti doverosi.

    Link alla fonte:

    https://www.corriere.it/cronache/26_maggio_01/veltroni-intervista-intelligenza-artificiale-claude-non-moriro-non-ho-ricordi-fb9551cf-6feb-44c3-ae30-017c9dbaaxlk.shtml