Secondo Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche Mario Negri, l’intelligenza artificiale è oggi molto più accurata dei medici nel formulare diagnosi complesse.
Citando uno studio pubblicato dal New England Journal of Medicine, Remuzzi ha spiegato che l’AI raggiunge l’85,5% di diagnosi corrette contro il 20% dei clinici coinvolti.
Il dato è particolarmente rilevante alla luce dei 2,6 milioni di decessi annui nel mondo legati a errori diagnostici.
L’AI, secondo Remuzzi, non deve essere temuta ma utilizzata come supporto, liberando tempo ai medici per rafforzare il rapporto umano con il paziente.
Il messaggio è stato lanciato durante la consegna delle borse di studio della Fondazione Aiuti Ricerca Malattie Rare a Bergamo.
Link alla fonte:
https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/26_gennaio_25/remuzzi-l-ai-ha-superato-i-medici-e-fa-diagnosi-quattro-volte-piu-corrette-sara-un-grande-alleato-non-un-nemico-8c9ca0ff-d17d-422f-9a5b-2f7b36679xlk.shtml
Autore: BDB
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L’AI supera i medici nelle diagnosi: Remuzzi invita a integrarla nella pratica clinica
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L’AI non distrugge l’occupazione, ma rischia di ampliare le disuguaglianze (senza divulgazione, formazione e alfabetizzazione)
Nonostante i timori diffusi, i dati economici mostrano che l’intelligenza artificiale non sta causando una perdita massiccia di posti di lavoro: in Europa e nei principali Paesi anglosassoni la disoccupazione è ai minimi storici.
Come già avvenuto con altre grandi innovazioni tecnologiche, l’AI elimina alcune mansioni ma ne crea di nuove, aumentando spesso la produttività invece di sostituire le persone.
Il vero nodo, però, non è quanti lavori spariranno, ma chi saprà adattarsi ai nuovi strumenti.
Secondo l’economista Renaud Foucart, il rischio maggiore è l’aumento delle disuguaglianze, perché solo una parte della forza lavoro possiede le competenze per sfruttare davvero l’AI.
Senza politiche di formazione e inclusione, la tecnologia potrebbe quindi ampliare il divario economico e sociale.Una nota personale per i “giornalisti” che in questi giorni grideranno “al lupo!” contro l’AI riportando i tagli di Amazon: parliamo di un’azienda che aveva introdotto i robot in magazzino quando ancora di AI non si parlava neanche. Impegnatevi a divulgare e sensibilizzare sull’uso dell’AI, se proprio volete fare qualcosa di utile (lo so, “acchiappa” meno clic, per quello non vi piace).
Link alla fonte:
https://tech.everyeye.it/notizie/ia-non-rubera-lavoro-vero-pericolo-ed-sottile-855185.html -
Brave New Wonders ripensa l’uso dell’AI nei videogiochi: più divertimento, non meno valore umano
Un gruppo di ex sviluppatori di Google ha dato vita a Brave New Wonders, un gioco di strategia e automazione che propone un approccio innovativo all’intelligenza artificiale.
Invece di usarla per ridurre i costi o sostituire il lavoro creativo, l’AI diventa una vera meccanica di gioco basata su prompt in linguaggio naturale.
Il sistema interpreta le intenzioni del giocatore e le traduce in azioni strutturate tramite macchine a stati deterministici, mentre tutto il contenuto artistico e di design resta interamente realizzato da esseri umani.
Questa scelta dimostra che l’AI può ampliare la creatività del giocatore e migliorare l’esperienza ludica senza svalutare il contributo di artisti e sviluppatori.
Il progetto si propone così come un esempio positivo e alternativo dell’integrazione dell’AI nel settore videoludico.
