I chatbot basati su modelli linguistici, come ChatGPT, producono testi fluidi ma spesso imprecisi a causa di una struttura che predice parole senza comprendere concetti. Questi errori, detti “allucinazioni”, sono sistemici e difficili da eliminare, anche con tecniche di grounding che integrano dati verificati. L’aumento del loro utilizzo rischia di amplificare la disinformazione. Walter Quattrociocchi ribadisce che l’IA nei chatbot non è vera intelligenza, ma uno strumento statistico che richiede supervisione umana. Il futuro dell’AI passa da un equilibrio tra accuratezza e creatività, con consapevolezza dei suoi limiti strutturali.
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Chatbot e verità: l’illusione dell’intelligenza e il rischio allucinazioni
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Walker S2 di UBTech: il robot che cambia batteria da solo e lavora H24
UBTech ha svelato il Walker S2, un robot umanoide capace di sostituire autonomamente la propria batteria, segnando un passo avanti nell’autonomia operativa dei robot. Durante la demo, Walker S2 ha mostrato movimenti precisi nell’estrazione e inserimento di batterie, senza assistenza umana. Questo innovativo sistema permette operazioni continuative 24/7 e semplifica la manutenzione grazie a un design che supporta anche interventi manuali. Il robot è pensato per integrarsi in ambienti logistici automatizzati, riducendo drasticamente i tempi di inattività.
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Quattrociocchi: l’AI scrive bene ma non sa nulla, è allarme su crisi epistemica?
Secondo Walter Quattrociocchi, Professore Ordinario di Informatica alla Sapienza, la disinformazione non è un’anomalia ma un prodotto sistemico dovuto a bias cognitivi e algoritmi che amplificano contenuti conformi alle credenze esistenti. L’avvento dei modelli linguistici generativi ha aggravato la crisi epistemica: queste AI producono testi credibili nella forma, ma privi di comprensione reale. In un contesto dove l’apparenza sostituisce la sostanza, diventa urgente adottare un approccio analitico e critico, capace di smascherare le illusioni della “conoscenza simulata”. Quattrociocchi invita a diffidare della forma per recuperare il senso autentico del sapere.
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