Ant Group ha lanciato LingGuang, una nuova intelligenza artificiale cinese capace di generare applicazioni interattive complete in meno di 30 secondi a partire da semplici comandi testuali.
A differenza dei classici modelli linguistici, LingGuang è un ambiente di runtime che trasforma le richieste degli utenti in codice eseguito in tempo reale, producendo app, grafici dinamici, modelli 3D e simulazioni operative.
Il successo è stato immediato: milioni di utenti in pochi giorni hanno messo sotto pressione l’infrastruttura di Ant, costringendo a ripetute espansioni dei server.
Il progetto segnala un cambio di paradigma nell’IA, orientato all’utilità quotidiana e alla riduzione dell’attrito tra intenzione umana e software, oltre a rappresentare il ritorno strategico di Ant Group come protagonista dell’innovazione tecnologica cinese.
Link alla fonte:
https://www.repubblica.it/tecnologia/2025/12/09/news/lingguang_intelligenza_artificiale_come_cinese_funziona_ant_group-425030604/
Categoria: News
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LingGuang della cinese Ant Group inaugura l’AI che crea app funzionanti in pochi secondi
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Startup giapponese annuncia la prima AGI al mondo, ma non ci sono ancora verifiche indipendenti
La startup giapponese Integral AI, con sede a Tokyo, afferma di aver sviluppato la prima Artificial General Intelligence funzionante, capace di apprendere nuove competenze senza dataset preesistenti né supervisione umana.
Fondata dall’ex ingegnere Google Jad Tarifi, l’azienda propone una definizione operativa di AGI basata su apprendimento autonomo, sicurezza e alta efficienza energetica.
Secondo la società, il sistema sarebbe già stato testato in ambito robotico, con macchine in grado di acquisire nuove abilità in autonomia.
Tuttavia, l’assenza di dati pubblici e di studi sottoposti a revisione scientifica rende impossibile una valutazione indipendente, alimentando scetticismo nella comunità tecnologica.
L’annuncio si inserisce così nel dibattito più ampio su cosa possa essere realmente considerata AGI e su quanto siamo ancora lontani da un’intelligenza paragonabile a quella umana.Link alla fonte:
https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n641675/startup-giapponese-agi-ragionamento-umano/ -
Il crollo di Oracle evidenzia i limiti strutturali del boom dell’AI: infrastrutture fisiche e debito mettono sotto pressione il mercato
Il forte calo del titolo Oracle, in discesa del 45% dai massimi, sta diventando un campanello d’allarme per l’intero boom dell’intelligenza artificiale.
L’azienda ha speso molto più del previsto in investimenti per data center dedicati a OpenAI, finanziando gran parte dell’espansione tramite debito e alimentando i timori degli investitori sulla sostenibilità finanziaria.
A complicare il quadro emergono limiti fisici: ritardi nella costruzione dei data center, carenze di materiali e lunghi tempi di consegna per componenti critici mostrano che l’AI non può crescere alla velocità del software.
Anche il mercato obbligazionario sta reagendo negativamente, con rendimenti in aumento e titoli Oracle che iniziano a essere classificati come “spazzatura”.
Il caso Oracle evidenzia così un doppio vincolo per l’AI: le leggi della fisica e quelle della finanza.
Link alla fonte:
https://fortune.com/2025/12/13/oracle-stock-collapse-ai-boom-debt-data-centers-delayed/
