L’Italia resta indietro nell’adozione dell’intelligenza artificiale

Nel 2025 meno di un italiano su cinque utilizza strumenti di intelligenza artificiale generativa, secondo i dati Eurostat riportati da Adnkronos Prometeo.

Con il 19,9% di utenti tra i 16 e i 74 anni, l’Italia si colloca al penultimo posto nell’Unione Europea, molto distante dalla media europea del 32,7% e dai livelli della Danimarca, che guida la classifica con il 48,4%.

L’adozione dell’Ai è particolarmente diffusa tra i giovani: quasi la metà degli italiani tra 16 e 24 anni dichiara di aver utilizzato strumenti come ChatGPT, Claude o Gemini, soprattutto per motivi di studio e intrattenimento.

Con l’aumentare dell’età, però, l’utilizzo cala drasticamente, evidenziando un forte divario generazionale e digitale.

Tra le principali ragioni del mancato utilizzo emergono la percezione di non averne bisogno, la scarsa familiarità con la tecnologia e le preoccupazioni legate a privacy e sicurezza.

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